Aires
 


mercoledì 8 febbraio 2017


L'aggiustamento dello 0,2% del Pil richiesto da Bruxelles arriverà per lo 0,05% da tagli alla spesa e per lo 0,15% da entrate fiscali. Nel 2017 22,2 miliardi in meno di tasse. "Nessuna misura che possa avere effetti negativi sulla fornitura di beni e servizi e quindi anche sull'autotrasporto".

Le misure di aggiustamento che porteranno a una riduzione dell'indebitamento netto strutturale rispetto al valore tendenziale dello 0,2% di Pil saranno composte per lo 0,05% da tagli di spesa, di cui circa il 90% dai consumi intermedi e dalle agevolazioni fiscali o credito d'imposta, e per lo 0,15% del Pil dall'aumento di entrate, di cui il 40% dal rafforzamento delle misure contro l'evasione già messe in campo, come lo split payment, da cui dovrebbe arrivare nelle casse dello Stato circa 1 miliardo. Il restante 60% arriverà dall'aumento delle accise e di altre imposte indirette ma non sono previsti né aumenti dell'Iva né  tagli delle 'tax expenditures' ovvero le detrazioni fiscali, né una nuova finestra della voluntary disclosure.  Il dettaglio delle misure è contenuto nella lettera che il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha trasmesso alla Commissione europea per chiedere l'estensione dello split payment. Nel corso di un'audizione di fronte alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, Padoan ha quindi sottolineato che "nel 2017 ci saranno 22,2 miliardi in meno di tasse se si sommano gli interventi introdotti a partire dal 2014". Il ministro ha aggiunto che "quello che non faremo è prendere misure che possano avere effetti negativi sulla fornitura di beni e servizi e quindi anche sull'autotrasporto". 


www.confcommercio.it/-/continua-il-pressing-ue-dovete-correggere-i-conti