Aires
 


martedì 21 febbraio 2017


Dal presidente di Confcommercio appello al Governo ("occorre favorire il ripopolamento commerciale delle città attraverso un'efficace politica di agevolazioni fiscali") e alle associazioni dei proprietari immobiliari ("apriamo un confronto per la revisione delle formule contrattuali e per rendere i canoni commerciali più accessibili").

"L'analisi del nostro Ufficio Studi conferma come, dal 2008 ad oggi, si riducono nei centri storici e nelle periferie, tutte le tipologie distributive - in particolare libri, giocattoli e abbigliamento - ad eccezione della ristorazione e del commercio ambulante che, al Sud, registra un vero e proprio boom. Una progressiva rarefazione commerciale che riduce la qualità della vita dei residenti e l'appeal turistico delle nostre città. Senza i negozi nelle città c'è meno socialità, meno bellezza, più criminalità. E' un problema grave perché le città sono di tutti e per tutti costituiscono una risorsa di inestimabile valore". Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha aggiunto: "come Confcommercio, già da tempo, abbiamo messo in campo diverse iniziative concrete per riqualificare e valorizzare le aree urbane. Ma questo non basta. Chiediamo al Governo di favorire il ripopolamento commerciale delle città attraverso un'efficace politica di agevolazioni fiscali e proponiamo alle associazioni dei proprietari immobiliari di aprire un confronto per la revisione delle formule contrattuali e per rendere i canoni commerciali più accessibili".


www.confcommercio.it/-/sangalli-su-centri-storici-2017