Aires
 


venerdì 31 marzo 2017


Il presidente di Confcommercio chiede al Governo di agire su tre fronti: "stabilità politica, riforme economiche, fiducia". Due gli ostacoli sulla via della ripresa: le fragilità strutturali del Paese e il livello di pressione fiscale. Fondamentale "evitare qualsiasi aumento dell'Iva" e "più impegno delle banche per un buon credito alle imprese".

CERNOBBIO - "Negli ultimi mesi, anche se c'è stato qualche segnale di risveglio dell'economia, abbiamo assistito ad una vera e propria altalena di molti indicatori economici che ci impongono grande prudenza nelle previsioni. Siamo di fronte a un bivio: o si trasforma questo scorcio di legislatura e l'anno in corso in una accelerazione delle riforme economiche per rendere la ripresa più robusta, diffusa e duratura, oppure ci dovremo arrendere a una crescita modesta nel 2017 e al rischio del ritorno alla stagnazione nel 2018. Dobbiamo fare di tutto per ribaltare questa eventualità". Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel suo intervento in conferenza stampa a Cernobbio, in apertura dell'edizione 2017 del Forum. Due gli ostacoli descritti da Sangalli sulla via della ripresa: le fragilità strutturali del Paese (burocrazia opprimente, carenze infrastrutturali e logistiche, deficit di legalità) e il livello di pressione fiscale che "rende difficilmente concreta qualsiasi prospettiva di crescita". La ricetta da adottare, dunque, resta la stessa, ovvero "ridurre in modo certo, generalizzato e compatibile con i conti pubblici il carico fiscale su famiglie e imprese agendo sulle aliquote Irpef per rilanciare la domanda interna". Nello specifico, secondo Sangalli, va superata "la logica dei bonus e degli interventi spot" e "abbandonata la prudenza per ridurre e riqualificare la spesa pubblica aggredendo sprechi e inefficienze che oggi ammontano a circa 20 miliardi solo negli enti locali". Per "destinare tutte le risorse risparmiate alla riduzione delle tasse". E ovviamente, allo stesso tempo, "è di fondamentale importanza evitare qualsiasi aumento dell'Iva". Confcommercio, a tal proposito, vuole dirlo chiaro e tondo: "siamo favorevoli alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro dipendente, ma non a scapito di una maggiorazione dell'Iva", che "innalzando il livello dei prezzi comporterebbe una riduzione del potere d'acquisto dei redditi e una compressione del valore reale di tutti i risparmi accumulati, inducendo ancora maggiore prudenza nei comportamenti di consumo". Sarebbe un errore imperdonabile, come lo è stato quello fatto sui dei voucher, che "erano lo strumento più idoneo a coprire prestazioni saltuarie ed occasionali anche nelle imprese con dipendenti. C'è spazio, e crediamo ci sia anche l'intenzione del Governo, per rimediarvi", ha detto Sangalli. Il presidente di Confcommercio ha infine parlato di un altro problema che affligge il sistema delle imprese italiane: la difficoltà di accesso al credito bancario che peraltro continua a ridursi: "è necessario – ha detto - un maggiore impegno delle banche per un buon credito alle imprese, soprattutto alle più piccole". Che, da parte loro, "devono produrre maggiori e migliori informazioni a corredo degli affidamenti richiesti, rafforzando le relazioni basate sulla fiducia e sulla collaborazione". In conclusione, Confcommercio chiede al Governo di "dare al Paese una diversa e migliore prospettiva". Tre le parole chiave: "stabilità politica, riforme economiche e tanta fiducia. Perché la fiducia è un ingrediente indispensabile, è il lievito che serve per far crescere l'economia e creare nuova occupazione", ha concluso Sangalli.


www.confcommercio.it/-/sangalli-apertura-cernobbio-2017