Aires
 


venerdì 12 maggio 2017

 

 WEB TAX SÌ, WEB TAX NO.

 

IERI RELATORI D'ECCEZIONE ALL'INCONTRO SUL TEMA PROMOSSO DALLA AIRES.

 

Michele Emiliano: “La web tax per ridurre il cuneo fiscale e contributivo e aumentare gli stipendi”.

 

Francesco Boccia: “Quando ho proposto la web tax nel 2013 Pensavo che fosse una misura tranquillamente condivisibile, non MI aspettavo tutto quello che ne e' scaturito”

 

Francesco Rivolta: “Salvaguardare un sistema-paese in cui sia possibile fare impresa, senza subire l’offensiva da potenti competitors liberi di agire eludendo le regole nazionali”.

 

La WEB TAX è uno dei temi chiave che i principali Paesi industrializzati stanno affrontando al G7 dei Ministri Economici in corso da oggi a Bari.

 

 

Milano, 11 Maggio 2017 – Relatori d'eccezione ieri all'incontro sul tema della Web Tax, e in particolare Retail Web Tax, promosso dalla AIRES-Confcommercio, Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati, che riunisce le principali catene e gruppi distributivi di elettrodomestici ed elettronica di consumo operanti in Italia - il cui giro d’affari pari a 15 Miliardi di Euro vale quasi l’1% del PIL - in collaborazione con Confcommercio Bari.

 

L’Onorevole Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, che da anni propone un nuovo regime fiscale mirato a porre sullo stesso piano in maniera non asimmetrica tutti gli operatori, ha dichiarato che “quando ho proposto la web tax, nel 2013, pensavo che fosse una misura tranquillamente condivisibile non mi aspettavo tutto quello che ne è scaturito” e prosegue: “queste grida di dolore del settore del Retail vanno fatte sentire attraverso la nostra voce: noi siamo dalla parte della regolazione del mercato e se in quattro anni non si è riusciti a fare interventi normativi è perché, ad un certo punto, si sono uniti interessi economici grandi con l’inerzia della politica”.

 

Francesco Rivolta, Direttore Generale di Confcommercio, in collegamento Skype, ha sottolineato che “per quanto concerne Confcommercio, non possiamo sottacere che negli anni, con l’aumento dell’utilizzo di internet e la crescita progressiva del commercio elettronico internazionale di beni e servizi, si avverte sempre di più il danno economico che la disparità negli obblighi e nei relativi adempimenti fiscali causa ai settori del commercio e dei servizi tradizionali; la criticità della situazione si aggrava non solo in quanto le aziende del commercio tradizionale non possono contare su condizioni eque di concorrenza, ma danneggia il sistema Italia:

o   togliendo alle casse dello Stato gli introiti necessari al mantenimento degli indispensabili servizi del welfare, e di tutte le infrastrutture necessarie al funzionamento dell’Amministrazione;

o   bloccando – con gli ostacoli che pone alla sana e leale competizione commerciale - la crescita di aziende in grado di creare occupazione visibile e reale, per favorire invece lo sfruttamento degli addetti da parte delle multinazionali che si avvalgono di forza lavoro precarizzata all’estero”

 

Rivolta ha inoltre accolto “con sollievo il proposito del Governo che ipotizza di inserire la web tax nella manovra collettiva dei conti pubblici all’esame del Parlamento” attendendo “con vivo interesse quanto esporrà il Ministro Padoan nell’incontro del G7 dei ministri finanziari, nonché i risultati delle riflessioni dei ministri riuniti”.

 

Il Presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, presente per un saluto istituzionale, commenta dal podio sostenendo che è necessario “usare la web tax per ridurre il cuneo fiscale e contributivo e mettete più soldi in tasca al lavoratori”.

 

La conclusione dell’incontro è stata affidata al Presidente della Aires-Confcommercio, Ingegner Alessandro Butali, che, a nome di tutti i rivenditori di elettronica italiani, ha ringraziato l’Onorevole Boccia per l’impegno che da anni mette in campo al fine di raggiungere la «par condicio fiscale».

Il Presidente Butali ha sottolineato come “nulla spaventa di più gli imprenditori e gli investitori dell’incertezza e il dover svolgere la propria attività in un contesto di onerose regole non paritetiche.

 

Siamo in prima linea nel mettere a sistema soluzioni avanzatissime utilizzando al meglio – e meglio di tanti presunti innovatori più di nome che di fatto – le opportunità offerte dalla Rete e dalla Trasformazione Digitale e avere concorrenti grandi e agguerriti per noi è sempre stato uno stimolo a fare meglio. La concorrenza, se leale e a condizioni simmetriche, non ci fa paura, anzi ci sprona a migliorare” e continua: “quello che ci preoccupa è il fatto che possano rafforzarsi operatori presenti e affacciarsi sulla scena nuovi soggetti dotati di un asso nella manica di fronte al quale siamo disarmati perché non tutelati dall’Europa e neppure dall’Italia. Il nostro auspicio è quindi quello che nelle riunioni del G7 economico si prendano decisioni chiare, con tempi certi e una road map ben definita. Il tempo è scaduto: le nostre imprese hanno retto con sforzi immensi e nonostante questa lunghissima crisi dei consumi stanno reagendo e mantenendo, nella grandissima parte dei casi, i livelli occupazionali, in alcuni casi addirittura riqualificando il personale e migliorando le condizioni di lavoro. Non speriamo di fermare il vento con le mani. Chiediamo solo pari condizioni” conclude Alessandro Butali.