Aires
 


mercoledì 25 novembre 2015


Il presidente di Confcommercio ha aperto la giornata di mobilitazione nazionale con un pensiero ai fatti di Parigi: "Un attentato al cuore della normalità". "Legalità e sicurezza sono prerequisiti di una democrazia moderna e, se mancano, non ci può essere né libertà né crescita".

 

L'intervento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha aperto "Legalità mi piace", la giornata di mobilitazione nazionale indetta dalla confederazione. "Oggi parliamo, appunto, di legalità, di sicurezza, del diritto dei cittadini e delle imprese a sentirsi sicuri. E, allora - ha detto Sangalli - prima di tutto, credo che sia doveroso rivolgere un pensiero ai fatti di Parigi, dove tante persone hanno perso la vita e noi abbiamo perso la normalità. Questi attacchi sono stati un attentato al cuore della normalità: alla quotidianità del lavoro, del tempo libero, dei ristoranti, degli stadi, dei teatri. In quei luoghi c'erano, ci sono i nostri ristoratori, i nostri baristi, i nostri imprenditori. E c'erano, soprattutto, i nostri figli". "Oggi più che mai - ha proseguito il presidente di Confcommercio - avere un'attività, magari aperta al pubblico, è un vero e proprio atto di libertà. Siamo uniti. Siamo determinati. Siamo liberi. Questa è la nostra  risposta". Sangalli ha poi sottolineato che "il tempo della crisi sembra alle spalle e, nonostante ci sia l'incognita del dopo Parigi, il 2016 dovrebbe caratterizzarsi come l'anno della ripresa. Ma c'è una crisi che invece di allontanarsi, resiste pervicacemente: è quella del deficit di legalità nel nostro Paese.E' una crisi che è difficile da valutare perché per la gran parte non è rendicontata dalle statistiche ufficiali. E' un fenomeno che minaccia tanti, troppi imprenditori e che spesso trasforma l'attività di impresa in un vero e proprio percorso ad ostacoli, dove qualche volta si è costretti a chiudere. In casi estremi c'è chi ha perso la vita.Noi oggi vogliamo onorare la memoria di questi imprenditori. E vogliamo anche riaffermare il sacrosanto diritto degli imprenditori a lavorare in un contesto sereno e sicuro". "Perché - ha osservasto il presidente - i fenomeni criminali producono evidenti distorsioni alla concorrenza, indeboliscono il tessuto imprenditoriale, minano la competitività, riducono la libertà d'impresa, impediscono lo sviluppo. Legalità e sicurezza sono prerequisiti di una democrazia moderna e, se mancano, non ci può essere né libertà né crescita". Come ogni anno per la Giornata "Legalità Mi Piace" abbiamo realizzato una ricerca in collaborazione con GFK Eurisko, da cui emerge che, anche per il clima complessivo,  un'impresa su tre segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza rispetto allo scorso anno. Non solo: questa ricerca denuncia, drammaticamente, come la quasi totalità delle nostre imprese ritiene largamente inefficaci le leggi di contrasto ai fenomeni criminali e chiede la certezza e l'inasprimento delle pene. Sono indicazioni chiare. Dalle nostre stime, quest'anno abusivismo, contraffazione, estorsioni, usura, taccheggio, furti, rapine hanno sottratto al commercio, agli alberghi e ai pubblici esercizi 27 miliardi di euro, mettendo a rischio oltre 260mila posti di lavoro regolari. Non dobbiamo più permetterlo. Non lo possono più sopportare le imprese". "E qui voglio ribadire - ha detto Sangalli - l'impegno di Confcommercio, un impegno che appartiene profondamente alla nostra cultura associativa e che abbiamo cercato di rafforzare negli ultimi anni. Oggi le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico del Paese sono a livelli di guardia, come certificano anche i crescenti numeri di sequestri e confische di imprese. E molte di queste imprese sono dei nostri settori: del commercio, della ristorazione, degli alberghi.  E - aggiungo - sono probabilmente aziende che imprenditori onesti sono stati costretti a cedere o a svendere proprio a chi li ha "strozzati" con l'usura, o vessati con le estorsioni. Sul recupero, sul risanamento, sulla rigenerazione, sulla valorizzazione delle imprese e degli imprenditori messi sotto scacco dalla criminalità si gioca una partita fondamentale. Per questo noi diciamo ai nostri imprenditori che denunciare si deve, si può e conviene. Si deve, perché è un dovere morale e giuridico. Si può, perché non si è più soli davanti alle sfide e alle minacce della criminalità. Conviene, perché sottrarsi alla morsa della criminalità significa costruire sviluppo per la propria azienda e, quindi, per la collettività". "Chiediamo, dunque, fermezza e determinazione contro tutti i fenomeni illegali, esprimendo il nostro sostegno e il nostro ringraziamento alle Forze dell'ordine e alla magistratura per l'attività che quotidianamente svolgono al servizio della collettività. Chiediamo una giustizia rapida e certa. Una giusta sentenza non restituisce la vita, ma  può  fare la differenza per il futuro. In questa direzione, ognuno, secondo ruolo e responsabilità, deve fare fino in fondo la propria parte.  E tutti quelli che stanno dalla stessa parte, dalla parte della legalità, devono lavorare insieme. E' una priorità che deve vedere impegnate sul campo tutte le Istituzioni, sia a livello locale che centrale a garanzia del rispetto delle regole e del regolare svolgimento delle attività delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti, senza l'incubo dell'illegalità". "Se oggi chiediamo, soprattutto se oggi chiediamo ai nostri giovani, - ha concluso Sangalli - impegno, responsabilità, anche sacrifici, dobbiamo essere in grado di offrire in cambio legalità, sicurezza e sviluppo. Dobbiamo offrire un Paese non perfetto, ma giusto. Dobbiamo dare ai nostri giovani un Paese dove non avere paura. Prima di tutto, del futuro".


www.confcommercio.it/-/sangalli-vogliamo-un-paese-giusto-e-che-non-abbia-paura