Aires
 


martedì 19 aprile 2016


Audizione nelle Commissioni Bilancio di Camera e Senato per rete Imprese Italia: "sia eventuali tagli all'Ires che la prospettata riforma della contrattazione interessano essenzialmente imprese di più ampie dimensioni, aventi come forma giuridica quella di società di capitali".

Sugli interventi a favore dei lavoratori indipendenti e delle imprese micro, piccole e medie, "le politiche governative continuano a sembrare carenti: sia eventuali tagli all'Ires che la prospettata riforma della contrattazione, per citare due obiettivi tra i più importanti, interessano essenzialmente imprese di più ampie dimensioni, aventi come forma giuridica quella di società di capitali". Lo ha affermato Rete imprese Italia, ascoltata sul Def in audizione dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Nel Def, afferma il soggetto unitario di rappresentanza delle pmi e dell'impresa diffusa, "è scarsamente individuata un'azione a favore delle micro imprese e delle  pmi, dei Confidi e del credito. La sottovalutazione è particolarmente grave in virtù del peso che questa tipologia di imprese riveste nel contesto produttivo del nostro Paese (98,3% delle imprese; 58% dell'occupazione), che viene contraddetta dalla bassa quota di prestiti bancari di cui sono destinatarie (19,6%). Prevedere uno speciale incentivo tendente ad aumentare significativamente il volume del credito bancario a loro beneficio costituirebbe, in primo luogo, un intervento di riequilibrio macroeconomico".


www.confcommercio.it/-/def-dal-governo-politiche-carenti-per-le-pmi-