Aires
 


lunedì 30 marzo 2015

Per il presidente di Confcommercio "ci sono i presupposti per una ripresa non solo statistica", ma servono "una riduzione della spesa pubblica improduttiva e una politica fiscale distensiva che allenti la morsa delle tasse su famiglie e imprese", destinando alla riduzione delle tasse "ogni centesimo recuperato dalla lotta all'evasione e dalla spending review". Turismo e Mezzogiorno carte vincenti da giocare.

CERNOBBIO - "Vogliamo aprire il Forum all'insegna di un cauto ottimismo perché finalmente, dopo tanti, troppi anni, di previsioni negative e di revisioni al ribasso, registriamo alcuni segnali di risveglio dell'economia e ci sono anche tutti i presupposti per una ripresa che non sia solo statistica". Così Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, nel suo intervento in occasione della conferenza stampa che ha aperto i lavori della sedicesima edizione del Forum Confcommercio di Cernobbio. Una novità positiva dopo lungo tempo, insomma, che però va accolta con prudenza. Per Sangalli, infatti, "siamo di fronte a un bivio: accontentarci di quello che passa il convento, cioè lo scenario internazionale, mutevole e incerto, oppure valorizzare al massimo e subito le opportunità che si stanno presentando per indirizzare il Paese lungo un sentiero di crescita robusta". Peraltro, ha quindi sottolineato il presidente di Confcommercio, in questi ultimi anni gli italiani "hanno fatto i compiti a casa e ora aspettano il legittimo riconoscimento". A partire dalle imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti che "vivendo prevalentemente di domanda interna, hanno particolarmente sofferto in questa lunga crisi", ma "non si sono arresi mantenendo fortissima la voglia di fare impresa" e ora "reclamano il pieno riconoscimento del loro ruolo per una crescita che non sia episodica bensì strutturale". Il presidente di Confcommercio ha citato in particolare il turismo, "risorsa strategica su cui puntare, anche a partire dalle potenti leve rappresentate dall'Expo 2015 e dal Giubileo straordinario che vanno azionate in modo organico". Si tratta di "un comparto che non può essere relegato in posizione subalterna, ma deve essere trattato e considerato nelle politiche economiche come un driver potente, da sostenere e valorizzare adeguatamente, per una maggiore produttività dell'intero Paese e, in particolare, del Mezzogiorno, vera nota dolente rispetto a una prospettiva di crescita". Un Sud più dinamico, infatti, "sarà il segnale concreto che una nuova stagione si apre per la nostra economia e per la nostra società", ha evidenziato Sangalli. Tornando al "legittimo riconoscimento" che il Paese attende da tempo, il presidente di Confcommercio ha quindi ribadito che questo può venire solo da "una riduzione della spesa pubblica improduttiva e una politica fiscale distensiva che allenti la morsa delle tasse su famiglie e imprese. Bisogna abbassare tasse e spesa pubblica affinchè il 2015 possa essere ricordato come l'anno della ripartenza". E se davvero si vuole la crescita, "si deve scacciare lo spettro dell'attivazione delle clausole di salvaguardia riducendo la spesa pubblica improduttiva e destinare i risparmi degli interessi sul debito a beneficio di tutti i contribuenti in regola attraverso la riduzione delle aliquote legali dell'Irpef". Insomma, è la proposta di Confcommercio, "ogni euro, ogni centesimo recuperato dalla lotta all'evasione e da una vera e profonda spending review, da oggi deve essere utilizzato per avviare finalmente un percorso certo e progressivo di riduzione della pressione fiscale". Meno tasse e fisco più semplice e più equo, dunque, per far ripartire la domanda interna: "e con maggiori consumi - ha concluso Sangalli - migliorerà tutta la nostra economia e dalla ripresa statistica passeremo alla crescita reale".


www.confcommercio.it/-/sangalli-2015-anno-della-ripartenza-solo-abbassando-spesa-pubblica-e-tasse