Aires
 


mercoledì 15 aprile 2015

L'Aula di Palazzo Madama comincerà l'esame del Documento nella seduta pomeridiana di giovedì 23 aprile. Intanto l'Ufficio parlamentare di bilancio ha validato le previsioni del governo, anche se "appare relativamente ottimistica la previsione sulla dinamica dei consumi delle famiglie".

L'Ufficio parlamentare di bilancio ha validato le previsioni del governo contenute nel Def. Lo ha sottolineato il Tesoro su Twitter, pubblicando la lettera inviata dall'Upb il 31 marzo. Nella missiva l'istituzione indipendente guidata da Giuseppe Pisauro scrive che "il Consiglio dell'Upb valida le previsioni tendenziali per gli anni 2015-2019 trasmesse il 24 marzo scorso, in quanto esse si collocano nell' intervallo accettabile allo stato delle informazioni attualmente disponibili", ricordando di avere confrontato le previsioni tendenziali del Mef con i modelli di previsione dell' Istat e con le stime prodotte da Cer, Prometeia e Ref.ricerche. L'Upb elenca anche i "rischi" delle previsioni macroeconomiche dell'esecutivo: "il principale fattore di rischio", si legge, é quello della previsione di una crescita del Pil l'anno prossimo dell'1,3%, che "si colloca appena al di
sotto del limite superiore (1,4%) dell' insieme di previsioni elaborate" dagli altri istituti, in particolare perché "appare relativamente ottimistica la previsione sulla dinamica dei consumi delle famiglie". Altro fattore di rischio "per il 2016, che interessa anche il 2017, riguarda la crescita degli investimenti in macchinari, che risulta più marcata rispetto a quella degli altri previsori". E "non vanno poi dimenticati i rischi che derivano, lungo tutto l' orizzonte temporale considerato, dalle ipotesi sulle variabili esogene internazionali". In particolare il Mef, "in coerentemente con il metodo utilizzato dalla Commissione Ue, ha adottato l'ipotesi tecnica di invarianza del prezzo del petrolio e del tasso di cambio dell' euro" che implica "un livello del prezzo del petrolio che si manterrebbe intorno ai 57 dollari e un tasso di cambio dell'euro sul dollaro stabile su valori di 1,07/1,08". In particolare l' ipotesi sul petrolio "ha notevoli margini di incertezza". Infine "vi é incertezza sulla tempistica ed effettiva dimensione dell' impatto sul tasso di cambio degli strumenti di politica monetaria attivati dalla Bce nonché della possibile
evoluzione della politica monetaria in altre aree, in particolare gli Stati Uniti". Nel frattempo la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso che l'Aula del Senato esaminerà il
Documento di programmazione economica e finanziaria giovedì 23 aprile nella seduta pomeridiana.

www.confcommercio.it/-/il-governo-approva-il-def