Aires
 


venerdì 22 maggio 2015


Presentato il Rapporto annuale 2015 sulla situazione del Paese: nel 2014 attività economica ancora in calo, ma "nei primi mesi del 2015 gli indicatori anticipatori suggeriscono la prosecuzione di una graduale ripresa ciclica". "Il rafforzamento del sentiment dei consumatori potrebbe preludere a un moderato miglioramento della spesa per consumi".

Italia ancora al  palo nel 2014, ma dai primi mesi del 2015 arrivano incoraggianti segnali di ripresa economica. Lo certifica l'Istat nel Rapporto annuale 2015 sulla situazione del Paese,  presentato alla Camera dal presidente dell'Istituto nazionale di statistica, Giorgio Alleva. "Il quadro relativo al 2014 - si legge nel Rapporto - mostra per  l'Italia ancora una flessione per l'attività economica. Dopo  la forte contrazione del 2012 e 2013 (rispettivamente del  2,8% e dell'1,7%), il Pil italiano in volume ha segnato lo  scorso anno una ulteriore riduzione, seppure di entità  decisamente più contenuta (-0,4%); il livello è sceso al di  sotto di quello registrato nel 2000. L'andamento  dell'attività economica è risultato negativo per i primi tre trimestri e ha segnato una variazione congiunturale nulla  nel quarto". Nel primo trimestre 2015, invece, secondo la  stima preliminare, "il Pil ha registrato un primo aumento  congiunturale (0,3%) dopo cinque trimestri di variazioni  negative o nulle. Il prodotto interno lordo risulta invariato  su base tendenziale, mentre la crescita acquisita per il 2015  è pari a +0,2%". L'Istat rileva poi che "la discesa dell' inflazione ha contribuito al lieve recupero dei consumi delle famiglie nel  2014, che dovrebbero consolidare una moderata ripresa. "La spesa per consumi finali delle famiglie è tornata a crescere  (+0,3%) nel 2014, dopo il marcato calo nei due anni  precedenti. Andamento legato al potere di acquisto delle  famiglie che si è stabilizzato per la prima volta dal 2008, anche grazie alla discesa dell inflazione. L'indice del clima  di fiducia dei consumatori è aumentato nei primi mesi del  2015, con un leggero indebolimento ad aprile e il  rafforzamento del sentiment dei consumatori potrebbe  preludere a un moderato miglioramento della spesa per  consumi". "Ad inizio 2015  - prosegue il Rapporto Istat - l'andamento dell'export ha  beneficiato del deprezzamento del cambio. Nel primo  trimestre la crescita delle vendite all'estero (+1,2%  rispetto all' ultimo del 2014) è stata, infatti, particolarmente sostenuta verso i mercati extra Ue (+2,9%), a  fronte di un lieve calo (-0,2%) verso l' area Ue. Anche le  importazioni mostrano un incremento (+1,9%) cui ha contribuito una forte ripresa degli acquisti di beni  intermedi (+4,9%) e strumentali (+4,6%) da parte delle  imprese". Sul rallentamento dell'inflazione, sfociato fra il finire dell'anno e l'inizio del 2015 in una fase di debole  deflazione, "ha inciso in modo sensibile la flessione dei  prezzi delle materie prime e dei beni importati. A partire da  febbraio 2015, le spinte deflazionistiche si sono attenuate  grazie alla ripresa dei prezzi del greggio e del gas e ai  sensibili aumenti su base tendenziale dei prezzi degli  alimentari non lavorati". Sul fronte del mercato del lavoro l'Istat rileva che, "dopo due anni di  contrazione, nel 2014 l'occupazione è tornata a crescere (88  mila occupati in più rispetto al 2013, +0,4%), soprattutto  nelle classi di età più anziane, fra gli stranieri  residenti e le donne. Il ricorso alla Cassa integrazione  guadagni è sceso in misura consistente nelle imprese con  almeno dieci dipendenti, da 71 a 65 ore effettivamente  utilizzate per mille ore lavorate". Le retribuzioni hanno  registrato aumenti contenuti nel 2014.  Anche la produzione industriale, che per l intero 2014, è risultata nuovamente in flessione (-0,5%), anche se in misura  meno marcata rispetto ai due anni precedenti (-3,2% nel 2013  e -6,4 nel 2012), il primo trimestre 2015 ha fatto registrare  un inversione di tendenza con una variazione trimestrale  rispetto al periodo precedente positiva (+0,3%).  Insomma, se i dati non mentono, il Rapporto Istat 2015  mostra che il peggio dovrebbe essere alle spalle e che il  2015 potrà essere l'anno della ripresa, come indica anche il clima di fiducia delle imprese italiane in deciso  miglioramento a partire da dicembre 2014, anche se seguito da  un leggero arretramento in aprile.


www.confcommercio.it/-/segnali-incoraggianti-l-italia-torna-a-crescere