Aires
 


mercoledì 30 settembre 2015

 

Milano, 30 Settembre 2015

 

Al vaglio dei Parlamenti nazionali la proposta della Commissione Europea che abroga la Direttiva 2010/30/UE e le relative leggi nazionali di recepimento per sostituirla con un Regolamento che si applicherà contemporaneamente in tutti i Paesi dell’Unione.

 

Questo il tema principale discusso ieri in occasione della Assemblea Generale AIRES, Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati, organismo che riunisce le principali catene e gruppi distributivi del settore.

 

I rappresentanti di Euronics (insegne Euronics, Euronics City e Euronics Point), Expert (insegne Expert, Comet, Grancasa, Sme), GRE (insegne Trony e Sinergy), Mediamarket (insegne MediaWorld e Saturn) e Unieuro hanno unanimemente conferito alla associazione mandato per operare affinché vengano apportate rilevanti modifiche alla proposta di Regolamento presentata dalla Commissione Europea e attualmente al vaglio dei Parlamenti nazionali.

 

Le commissioni parlamentari competenti dovranno inviare le proprie osservazioni entro la seconda settimana di Ottobre e la Aires esporrà ad esse in dettaglio rilevanti perplessità sul molti aspetti della normativa proposta.

 

 

Il Presidente della Aires Alessandro Butali ha dichiarato: «Non ci convincono molti aspetti, in particolare la scelta di riscalare i gradi efficienza energetica lasciando al momento vuote le prime classi (A e B); in pratica agli elettrodomestici attualmente in “classe A+++” verrebbe attribuita una “classe C” con un evidente disorientamento dei consumatori e un rischio di contraccolpi nelle vendite. Si prospetta inoltre molto problematico il passaggio dal vecchio al nuovo sistema e il periodo di “doppia circolazione delle etichette energetiche”» e ha concluso: «Ci attiveremo su tutti i tavoli italiani, coinvolgendo anche i colleghi che operano  negli altri Paesi Europei perché si attivino parallelamente a noi al fine di segnalare ai propri Parlamenti e alla Commissione Europea le evidenti problematicità che il nuovo Regolamento potrebbe creare se non verrà opportunamente corretto».